Posted by Tiziana Cantoni
Tiziana Cantoni
Ovvero io, che raccolgo, approfondisco ed elaboro quello che sento, leggo, sperimento e lo trasformo in post, ...
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on Monday, 26 November 2012
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Cina. Plagio e protezione dell'IP. Parte II

Se volete iniziare a vendere in Cina dovete fare un business plan. E con il business plan anche l’antiplagio plan, perché il problema non è se in Cina cercheranno di rubarvi la tecnologia, ma quando.  

Se la vostra è tecnologia avanzata e se la vostra idea è una buona idea, in ordine cercheranno di rubarvela: il vostro socio, il vostro distributore, la vostra OEM. Il vostro tecnico. il vostro venditore, il vostro cliente e il vostro fornitore.  Le piccole aziende e le grandi; le pubbliche e le private. E non dimenticate l’amico  che vi invita al matrimonio della figlia.  

Insomma se la tecnologia che portate in Cina interessa a qualcuno, quel qualcuno cercherà di rubarvela. In fondo lo stesso Report annuale (e ufficiale) dell’Accademia delle scienze Cinese ha affermato che avendo la Cina difficoltà ad essere innovativa,  deve fare quello che può prendere innovazione dagli altri.

Abbiamo già scritto di plagio e certo il plagio è illegale anche qui, un po', ma andare di fronte ad un tribunale cinese per perseguire un furto di proprietà  non offre grosse garanzie.  Innanzitutto difficile vincere. E poi se anche si vincesse si verrebbe risarciti del danno subito in Cina, ma non di quello subito fuori dalla Cina. Perché non dimentichiamolo:  le aziende cinesi esportano sempre di piú.

Certo si stanno facendo dei  passi in avanti nel campo della protezione della proprietà intellettuali. Piccoli passi.  Ma cosa cambia? Il vostro know How è a rischio.

Allora cosa fare per proteggersi?  Qualcuno dice: in Cina non ci vengo e sto al sicuro. Certo, come no. Perché se il vostro prodotto interessa, serve che voi veniate in Cina per farvelo copiare:  la vostra tecnologia può essere rubata anche se rimanete in Italia e non serve nemmeno mandare qualcuno a comprare un vostro prodotto e aprirlo per vedere come è fatto. Spesso basta aprire il vostro sito e guardare le foto.  Al contrario: venire in Cina è forse il modo migliore per contrastare il furto di tecnologia, talvolta il prodotto copiato sopravvive solo fino all’arrivo dell’originale.

Ma allora significa che tutte le aziende dovrebbero venire in Cina? No, non tutte le aziende possono permettersi di correre il rischio anche se evitare la Cina a priori non è spesso la soluzione.  Basta fare  questo esercizio di logica: cosa viene per le aziende prima della protezione della propria tecnologia? Il profitto. E la Cina  è  terreno ideale per fare soldi. Allora, aziende,  fate un bilancio: valutate la possibilità di fare soldi  verso il rischio che correte e fate due conti: potrete anche arrivare alla conclusione che il profitto che potreste fare in Cina vale il rischio che correte.  Ad esempio se potete sostenere la perdita di qualche vendita e siete  sicuri che la qualità che offrite sia essenziale, allora vale la pena. Ma non tutte le aziende possono correre il suddetto rischio.

Riassumendo: possono correre il rischio: 

  • Le aziende che innovano costantemente e velocemente.
  • Le aziende che hanno un brand molto forte (per questo diciamo ai nostri clienti di lavorare prima sul brand e poi affrontare la Cina)
  • Le aziende che possono predisporre un discreto budget per fronteggiare il rischio.

Ma.

Se  l’essere  copiati in Cina può costituisce un rischio per il vostro prodotto globalmente, non solo in Cina, oppure  se siete a capo di una piccola azienda e la tecnologia è per voi vitale e facilmente copiabile,  oppure se non avete un budget sufficiente per parare i colpi, allora prima di venire in Cina vi consigliamo di pensarci due volte.

 

PTL Group Team

Source: China Law Blog

http://www.chinalawblog.com/2012/10/how-to-protect-your-ip-from-china.html

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